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  • Giulia Resta

Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro

Il film documentario che racconta la vita, le opere e la carriera di Edward Munch, uno dei più grandi artisti del primo Novecento, precursore dell’Espressionismo

“L’urlo” di Edward Munch (1893). Wikimedia Commons


“Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro” è un film documentario realizzato in collaborazione con 3D Produzioni e Nexo Digital per il progetto “La grande arte al cinema”.

Uscito in esclusiva al cinema a novembre 2022, il film è diretto da Michele Mally in collaborazione con Arianna Marelli che ne ha curato la scenografia, distribuito da Nexo Digital con la co-distribuzione di Radio Capital, Sky Arte, MYmovies e abbonamenti musei.

Il docufilm racconta la vita, le opere e la carriera di Edward Munch, uno dei più grandi pittori del XIX e del XX secolo, considerato precursore dell’Espressionismo insieme a Gauguin e Van Gogh, artista estremamente complesso che attraverso l’arte è riuscito a rappresentare i sentimenti dell’animo umano in maniera unica.


Autore dell’opera “Urlo”, suo dipinto più celebre che lo ha reso famoso in tutto il mondo, l’artista norvegese esprime attraverso la sua arte lo spirito inquieto che lo caratterizzava e la vita particolarmente tormentata e dolorosa che ha vissuto. La pittura di Munch non è infatti una pittura raffigurativa: ciò che l’artista cercava di dipingere era l’emozione, l’emozione del dolore, della sofferenza, della malattia e della pazzia che lo hanno circondato e accompagnato fin dalla sua infanzia.


Il docu-film si apre con l’immagine della casa di Munch, luogo dove l’artista ha sperimentato il potere distruttivo dell’amore: a soli cinque anni perde la mamma nel giorno di Natale, e il papà, rimasto solo con cinque figli, cade in depressione. Per tutta la sua carriera ha scritto e rappresentato i demoni che lo hanno perseguitato dall’infanzia e che ha portato sempre con sé.


Il film è strutturato come un vero e proprio viaggio, un viaggio che esplora la vita di Munch e i legami con la sua terra natia, la Norvegia. Il regista racconta la vita dell’artista cercando di dargli una nuova luce e sottolineando come la sua arte e la sua passione lo abbiano reso precursore e maestro e al contempo esplora i legami con la sua terra d’origine tra paesaggi fiabeschi e incontri con scrittori, pittori e intellettuali che cercano continuamente nuovi linguaggi per esprimere sé stessi e il proprio pensiero.


Vengono inoltre affrontati due temi importanti nel corso del film che ci permettono di indagare più a fondo l’arte di Edward Munch: il tempo e le donne. Il tempo per Munch ha una qualità speciale: è variabile, fissa attimi che diventano ossessioni, riproponendo le stesse immagini per tutta la vita. È un equilibrio delicato e originale tra passato e presente, uno strumento per vivere la propria esistenza, un ponte attraverso le dimensioni dell’universo per entrare in contatto con il mondo dei fantasmi e degli spiriti.


Il secondo grande tema, invece, riguarda le donne e la loro rappresentazione. Le figure femminili sono al centro della sua arte, le osserva con passione, con paura e con empatia. La donna è un mistero per l’uomo, è una creatura nociva e il dolore che può infliggere è devastante. Le donne di Munch diventano immagini dei suoi quadri e protagoniste dei suoi scritti e l’artista porta sulla tela le sue più grandi ossessioni.


Munch era particolarmente legato alle sue opere. Morì circondato da tutti i suoi quadri, i suoi unici figli, da cui non si è mai separato tanto facilmente. Per creare il nuovo, infatti, aveva bisogno di ciò che aveva già dipinto.


Attraverso l’arte cerco di vedere chiaro nella mia relazione con il mondo, e se possibile aiutare anche chi osserva le mie opere a capirle, a guardarsi dentro

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